La mia borsa del lavoro: cosa c’è davvero dentro

La borsa di lavoro dice molto di noi: c’è chi ha solo l’essenziale e poi ci sono io… che vivo in un equilibrio delicatissimo tra “minimalismo” e “se non lo porto con me, sicuramente mi servirà”.
Quindi sì, questa è la verità: cosa c’è davvero nella mia borsa e perché non riesco a lasciare nulla a casa.

1. La mia agenda (ovviamente)

Non posso uscire senza. È il mio centro di gravità. Appunti, idee, reminder, crisi esistenziali e ovviamente le mie liste: tutto finisce lì.

2. Penna + penna di scorta

La penna ce l’ho. La penna di scorta ovviamente mai: perchè è fondamentale? Perché la penna principale smetterà di scrivere proprio quando devo firmare qualcosa di importante. Legge universale.

4. Bustina “emergenze e pronto soccorso”

Dentro ci trovi: cerotti, salviettine, una mini crema mani, elastico per capelli, e quella cosa random che “non si sa mai”. (E infatti: mai serve… finché non serve.)

5. Caricabatterie e powerbank

Se muore il telefono, muoio anch’io. Fine del discorso.

6. Snack salvavita

Barretta, mandorle o biscotto, la Fiesta, la Kinder Brioss, il Kinder Cereali. Perfetti per la fame ma soprattutto per evitare di diventare antipatica alle 11:30.

7. Tesserini, badge e mille carte varie

Sparsi, ovviamente. Non chiedermi perché non li metto mai tutti nello stesso posto.
È sport estremo.

8. AirPods o cuffiette

Momento di quiete nei mezzi pubblici, call improvvise, podcast motivazionali mentre corro tra due impegni: servono sempre.

9. Mini beauty “velocissimo”

Correttore, lip balm, mascara travel size.
Non per rifarmi il trucco: per sembrare viva.

10. La bottiglietta d’acqua

Che pesa come se contenesse acqua santa.
Ma resta comunque lì, fedele compagna di tutte le giornate.

11. Una cartellina A4 (piena)

Documenti da sistemare, cose da firmare, fogli che non voglio stropicciare…
La cartellina è la mia versione adulta delle figurine Panini.

12. Le chiavi

La borsa è tipo il Triangolo delle Bermuda: entrano, poi spariscono per minuti interminabili.

Perché porto tutto questo?

Perché mi fa sentire preparata. Non ordinata, non perfetta. La borsa del lavoro è il mio kit di sopravvivenza quotidiano: una combinazione di cose utili, cose che mi fanno stare tranquilla e cose che forse mi serviranno (ma intanto le ho).

E in fondo, ognuna ha la sua logica. Anche se, certe volte, solo io la capisco.

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