Ieri sono andata a correre. E già dal momento in cui ho messo le scarpe ho iniziato a oscillare tra autocelebrazione e autoflagellazione. Pensavo di riuscire a concentrarmi solo sulla corsa, e invece ho acceso la testa. La corsa sembra trasformarmi in una brutta persona: invidio chi corre più veloce, gioisco nel sorpassare (anche se, lo ammetto, sono pochissime persone), e il mio unico vero obiettivo è arrivare sano al ristoro, sperando segretamente che ci sia un Tronky.
Non so se i veri runner siano guidati da ideali più alti, forse sì. Forse siamo tutti un po’ folli e un po’ ridicoli. E questa è la lista di quello che mi passa per la mente… Sono fuori di testa, o è davvero tutto normale?
- “Ce la faccio!” Il pensiero che va e che torna (e per fortuna torna!)
- “Perché l’ho fatto?” La domanda esistenziale che arriva puntuale dopo i primi km… ma son partita e allora si prova a continuare!
- “Dove ho male in questo momento?” Ginocchio, spalle, collo, anche, mignolo del piede, unghie, uff. Da ascoltare. Sperando che spariscano velocemente.
- “Ricordati di respirare col naso!” Tentativi disperati di sembrare uno sportivo.
- “Che palle, mi superano tutti.” Cerco di non farne una tragedia personale. Ma fallisco miseramente.
- “Sono l’ultima? No, dai, per fortuna.” L’unico vero successo della giornata: averne beccato almeno qualcun’altro più distrutto di me.
- “Vedo un cane. Spero sia felice. Io pure, ma a metà. Basta che non mi insegua, perché non ho la forza di scappare!” Belli i cani. Molto belli. Da distante.
- “Devo assolutamente fare quella cosa per il lavoro.” Corsa fisica, mente in Excel.
- “Va bene, se resisto a questo, resisto a tutto.” Scale, vento contro, pioggia, freddo, caldo, sole sugli occhi. Tante grazie mondo. Grazie per queste gioie.
- “Chissà cosa c’è al ristoro.” Banane, biscotti e un bicchiere d’acqua o i sali. Un Tronky mai però…
- “Quante calorie sto bruciando? Cosa mangio di buono questa sera?” Pizza. Pizza. Pizza.
- “Speriamo di venire bene nelle foto.” Sorrido, sistemo la maglia, fingo di respirare bene e torno color pomodoro immediatamente dopo.
- “Dai, spingi un po’, mancano gli ultimi metri!” In realtà ne mancano 800: corro, spingo di brutto, mi superano…
- “E la medaglia?” Speriamo sia stupenda almeno questa volta!
- “I runner con le magliette fluorescenti sembrano supereroi.” Forse è il caso che mi compra anche io una maglia fluo… magari sembro super pure io!
- “Alla fine, dai… nonostante tutto, l’ho fatto.” E lì, per un attimo fugace, capisci perché sono un po’ fuori. Brava me. L’orgoglio silenzioso batte il dolore. Sempre.


